La dialettica dell’insediamento urbano: Napoli fra introiezione e proiezione
Blog / Storie, facce e luoghi

Di Aurosa Alison – Napoli può teorizzarsi sotto forma di un percorso fra la dialettica bachelardiana del dentro/fuori alle teorie della Città Infinita di Aldo Bonomi. Il suo manto urbano comprende il passaggio dagli spazi angusti che introiettano e che permeano la rete urbanistica ad un immaginario dei limiti. I confini che generano altri confini e danno modo di interpretare il limite come paradosso. Una città che rappresenta una teoria dell’ordine e dello spazio, che sfociando nel caos infinito dei suoi vicoli sotto i quali coesistono le stratificazioni di altre sette città, ne risalta il carattere dialettico.

Gli Hupomnémata tra Facebook e Foucault – La ‘scrittura di sé’ sui social network come dispositivo pedagogico
Media e Immaginario / Teoria Pop

di Mimmo Pesare – Le ‘pratiche di soggettivazione’ per eccellenza, secondo Foucault, sono rappresentate dalle tecnologie del sé, ossia da dispositivi culturali che agevolano i processi riflessivi e che alimentano la soggettività promettendo forme di autorealizzazione, tra le quali spicca l’écriture de soi, lo scrivere di sé.
L’écriture de soi come ‘pratica del sé’ in senso foucaultiano potrebbe essere scomodata per riflettere su Facebook?

ORIGAMI: LA FORMA DI UN’ESTATE. IL NUOVO ALBUM DI JOE BARBIERI.
Blog / Storie, facce e luoghi

Prendo spesso degli appuntamenti a insaputa della mia vita, con la presunzione di poter controllare i singoli istanti, con la leggerezza di chi crede ancora che ci sia del tempo per tutto, non prevedendo una fine possibile. Uno degli appuntamenti che mi ero fissato era quello con l’ascolto del nuovo album di Joe Barbieri, e lo attendevo da un po’. Attesa ripagata, avevo ragione.

Self Out of Joint – L’ultima notte di Gregor
Blog / Media e Immaginario / Storie, facce e luoghi

Attraverso Gregorio, noi scopriamo che la vertigine al centro del quale si trova il Sé contemporaneo è ancor più radicale: non è il tempo (e insieme la realtà esterna) ad essere andato fuor di sesto, ad essere uscito dal suo asse, ma noi stessi, i nostri sé, le nostre identità – che quindi non riescono più a operare quell’atto di autoinganno condiviso con gli altri, che ci permette di tenere insieme quella messa in scena che chiamiamo realtà.