Cambiare vita a 40 anni è possibile

Cambiare vita a 40 è possibile, basta avere un piano B. Daniela dopo una vita dedicata alla comunicazione e al marketing ha deciso di aprire una libreria per bambini. In un mondo oramai digitale lei ha deciso di tornare alla carta, nell’epoca dei grattacieli dedicati al business lei ha scelto un locale a piano terra nel suo quartiere, ha scelto di puntare sui bambini e sulle reti sociali. Un piano B fatto di scelte in controtendenza ma che inizia a darle le risposte che cercava.

Per saperne di più leggete di seguito l’intervista a Maria Daniela Girfatti autrice di “

Cambiare vita a 40 anni è possibile.
Racconti il tuo personale percorso nel tuo libro. Perché hai scelto un piano B legato alla carta, ai libri e all’editoria, settori di mercato che vacillano ormai da tempo?

Perché adoro le sfide e perché di carta, libri e parole ho sempre vissuto. Credo profondamente nel potere del parole e nelle possibilità infinite della cultura. Sono ripartita dalla parte più affascinante degli esseri umani -i bambini – e ho scelto di immaginare qualcosa di bello per loro. Il mercato e’ mercato e per questo in continua evoluzione e trasformazione ma credo che il mercato vada umanizzato per renderlo sempre vivo. Il mercato lo fanno le persone, il mercato lo si crea con gesti autentici, studio, passione ed educazione.

Qual è il valore del quartiere nel tuo progetto?

cambiare vita finchè un giorno daniela girfattiIl quartiere è prezioso per me e con un pizzico di orgoglio, dopo un anno e mezzo di attività, posso dire che la libreria sia diventata preziosa per il quartiere. Uno spazio, come ho voluto fosse la libreria, che diventa ogni giorno un punto di riferimento per chi abita in zona. È la libreria di una volta, un luogo di incontro e di aggregazione, un posto in cui passare per un saluto dopo scuola o prima di tornare a casa. Il luogo in cui venire per frequentare un corso o vedere uno spettacolo. La libreria vive e si radica ogni giorno nel quartiere accogliendone le esigenze e provando a offrire risposta. E poi il quartiere è limite e punto di forza insieme. È sfidante perché mentre ti consolidi ti costringe a non fermarti mai, a rinnovarti di continuo, a immaginare e proporre articoli e progetti sempre diversi.

C’è la più ampia ambizione di un progetto sociale dietro al progetto commerciale di una libreria per bambini?
C’è di certo nel mio progetto, talmente forte quel Road nel nome ad indicare la mia particolare attenzione al mondo esterno. Read Red Road rivela il mio vissuto nel mondo del terzo settore e la mia passione politica intesa come interesse per ciò che mi accade intorno. Come racconto nel libro pratico la responsabilità sociale di impresa investendo nella cosa più intangibile che ci sia: il benessere delle persone. È con questo spirito che ho creato uno spazio fruibile, è così che organizzo gli incontri di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica o gli incontri per i piccini che non vanno al nido. È in questo spirito che accolgo le proposte di idee o incontri che mi arrivano dai genitori dei bambini. Sento l’onere e l’onore di avere una licenza pubblica che per me vuol dire essere attenta alle persone soprattutto se sono donne e bambini.

Grazie e in bocca al lupo per la tua avventura!

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