L’importanza di chiamarsi Tomaso Binga (o Bianca Menna?)

     ti                          ho detto

parole abbacchiate
parole abbagliate
parole abbaiate
parole abballate
parole abballottate
parole abbambicate
parole abbancate
parole abbandonate
parole abbeverate
parole abbigliate
parole abbinate
parole abbindolate
parole abbiosciate
parole abbissate
parole abboccate

                Tomaso Binga

L’esordio di Tomaso Binga avvenne nel 1971 con la personale allo Studio Oggetto di Caserta intitolata L’oggetto reattivo. Nello stesso anno Eugenio Montale pubblicò la raccolta poetica Satura.
L’esordio nell’ambito della poesia visiva e sonora vide il “matrimonio” tra la persona e l’artista, l’idillio perfetto di un connubio di genere che firmava al maschile: Tomaso.
A celarsi dietro la firma androgina è, però, Bianca Pucciarelli Menna, nata a Salerno nel 1931.
Mutare all’Io il sesso fu per Bianca il simbolo della protesta nei confronti dei privilegi del mondo maschile rispetto a quello femminile che, con ironia, seppe criticare, affrontare, superare.

Impegnata, mutevole, sincera Bianca Menna, che neppure le pagine avrebbero potuto incorniciare e limitare, si oppose al sistema accademico della poesia che non poteva più accettare d’essere relegato nei bordi di una pagina.

E mentre da bambina divorava Boccaccio, Dante, Marinetti e Baudelaire nella libreria paterna, coltivava fortemente l’amore per la pittura e il disegno.
Da Marinetti trasse così l’arte della dispersione della parola sulla pagina, giocando sull’ironia e sullo spiazzamento e mettendo a nudo il privilegio maschile nel campo dell’arte.
Proprio le tecniche dello spiazzamento, dell’ironia e della metafora le fornirono la possibilità di mettere in scena nel 1976 la serie Scrittura Vivente, con la quale indagava la comune condizione di donna e constatava una personale emarginazione.
Con Scrittura Vivente Bianca Menna denunciava la prevaricazione maschilista e le forme molteplici (le maschere) dietro le quali la prevaricazione si nascondeva. Tra svariate forme di sfruttamento, ebbe chiaro che alcune provenissero da una lunghissima tradizione storica come i simboli della religione impiegati a mo’ di instrumentum regni, in particolar modo la Croce e la Mater.
Nel lavoro Alfabetiere murale del 1976 l’artista giocò sull’idea di un corpo in grado di restituire, attraverso le sembianze di vocali e consonanti, una scrittura vivente composta da infiniti significanti.

Il 15 giugno 1977, in una performance, Tomaso Binga si unì in matrimonio con Bianca Menna, se stessa.
Inviò ad amici e parenti una lettera di partecipazione di nozze che diceva: Bianca Menna e Tomaso Binga OGGI SPOSE.
Luogo d’onore: il centro D a Campo dei Fiori.
La cerimonia prevedeva due fotografie appese ad una parete, una di Bianca Menna vestita da sposa accanto a un’automobile con in mano dei fiori bianchi e l’altra di Tomaso Binga in piedi e vestita da uomo accanto a una macchina da scrivere con in mano un foglio bianco.

Il 2009 si aprì con la presentazione del libro Valore Vaginale edito da Tracce e firmato, ancora una volta, da Tomaso Binga.
La silloge si apriva con i classici e con le avanguardie storiche della sua formazione letteraria e artistica, proseguiva con poeti e artisti contemporanei conosciuti personalmente che hanno contribuito ad allargare la sua visione moderna dell’arte e terminava con una riflessione amara sulla condizione umana e della natura, così come riporta il suo profilo su Tracce.
Forte è l’impegno e l’ideale femminista che, come per tutta la sua produzione, traeva origine dal confronto con il linguaggio.

Docente di teoria e metodo dei mass media presso l’Accademia delle Belle Arti di Frosinone, si occupa dal 1970 di scrittura verbo-visiva, poesia sonora, visiva e performativa.
Tomaso Binga, oggi, dirige l’associazione culturale Lavatoio Contumaciale che prende in considerazione la poesia, le arti visive, la letteratura, la musica e la multimedialità.
Dal 1992 è vicepresidente della Fondazione Filiberto Menna, centro studi d’arte contemporanea di Salerno, che promuove iniziative e progetti volti a diffondere ed approfondire la conoscenza del presente dell’arte.